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lunedì 4 maggio 2026, 21:18
18:20 Cor
Il brano e l’omonimo videoclip saranno presentati alle 16 all’interno della carrozza storica “Bauchiero”, custodita dall’Arst nella stazione ferroviaria della città gallurese
“Durche Cantu”, l’ultima fatica di Maria Giovanna Cherchi
TEMPIO - Sarà presentato ufficialmente martedì prossimo 5 maggio, alle 16, nella Stazione ferroviaria di Tempio Pausania, “Durche Cantu”, il nuovo brano di Maria Giovanna Cherchi, in uscita insieme all’omonimo videoclip. È stato scelto un luogo suggestivo e unico, l’interno della carrozza storica “Bauchiero”, gioiello risalente al 1913, custodito dall’Arst, orgoglio delle Ferrovie della Sardegna e principale attrazione turistica delle tratte del trenino verde. Il treno diventa così ideale rappresentazione di un mezzo che riduce le distanze tra le generazioni, unisce luoghi e culture e favorisce l’incontro tra le persone. La fatica del viaggio della vita porta con sé la ricchezza e l’esperienza da condividere con chi ci sta vicino, come accade tra nonni e nipoti.

Scritto da Gabriele Oggiano, prodotto da R&G music, il brano “Durche Cantu” vuole essere un omaggio emozionale alla longevità. Tra i temi della festa e delle danze popolari si intravede in controluce l’importanza di tramandare le tradizioni di padre in figlio e l’immenso patrimonio costituito dagli anziani, memoria storica dei paesi. In una dolce danza si intrecciano luoghi del Marghine, sguardi di bimbi e centenari, momenti che segnano il passaggio di consegne che la musica accompagna e incornicia. Maria Giovanna Cherchi, una delle voci più conosciute e apprezzate della musica sarda, è di Bolotana, che conta attualmente numerosi centenari e per questo è oggetto di studi e riconoscimenti. Un bel traguardo, comune a tanti paesi sardi.

Per questo motivo la Fondazione Maria Carta ha voluto abbracciare questo progetto e promuoverlo con un videoclip. Le immagini realizzate dal regista Mauro Fancello sono uno spaccato della vita in Sardegna in cui le tradizioni popolari restituiscono una società sarda che si fonda sul valore del rispetto. I centenari di Sardegna sono pilastri da curare e ascoltare e rappresentano la memoria storica della Sardegna, attraverso la promozione della lingua in un naturale ponte intergenerazionale. Maria Carta ha spesso cantato quello che aveva imparato dagli anziani, “sos mannos”. Lo ha appreso e rivisitato lasciandoci antiche testimonianze della nostra poesia, tratti del nostro canto che, diversamente, sarebbero andati perduti.
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