ALGHERO - I giovani imprenditori operanti nell’area portuale alla radice del molo di sottoflutto intendono esprimere il proprio disappunto in merito alle recenti dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Alghero. Dunque in città prosegue il braccio di ferro tra il mondo dell'impresa nautica [
LEGGI] e l'Amministrazione comunale [
LEGGI]. «Abbiamo letto con attenzione e sconcerto il comunicato dell’Assessore all’ambiente, rilevando come, nella sostanza, non venga riconosciuta pari dignità alle nostre attività imprenditoriali rispetto alle esigenze di una presenza estremamente limitata di bagnanti che, peraltro, potrebbero agevolmente fruire di altri tratti di litorale distanti poche decine di metri. La differenza tra queste situazioni è evidente: da una parte vi sono sporadici fruitori del mare in un periodo ancora caratterizzato da basse temperature dell’acqua; dall’altra ci siamo noi, sei giovani imprenditori, con circa 25 dipendenti, che ogni giorno lavorano per garantire servizi essenziali alla nautica, contribuendo a strutturare una immagine di una città attenta a queste esigenze, sostenere le nostre aziende, far fronte a impegni economici rilevanti – pari a circa un milione di euro – e assicurare il pagamento regolare delle retribuzioni» si legge nella nota a firma di
delle aziende Simar srls, Sea soul, Overboard, Sailing for living srls, Sun e Sea, Jet Ski.
«Riteniamo paradossale che il nostro lavoro venga considerato, nei fatti, di minore rilevanza rispetto allo svago occasionale, soprattutto in un momento cruciale della stagione in cui si costruiscono le basi per l’intero anno economico. Ancora più paradossale è che tutto questo avvenga alla vigilia della Festa dei Lavoratori, mentre noi rischiamo concretamente di non poter più esercitare le nostre attività. Le recenti dichiarazioni ci portano a ritenere che i lavoratori algheresi del comparto dei servizi turistici e portuali non ricevano adeguata tutela e considerazione. E che la “politica politicante” abbia scarsa se non inesistente considerazione di chi invece tutti i giorni lavora, produce e offre occupazione e servizi. Una percezione che non possiamo ignorare. Alla luce di quanto emerso, ci riserviamo di valutare attentamente le azioni da intraprendere nei prossimi giorni, non escludendo decisioni drastiche, tra cui la cessazione delle attività, qualora dovessero permanere condizioni che rendono oggettivamente impossibile operare e fornire servizi ai turisti» incalzano gli imprenditori. E concludono con un nuovo appello diretto a Porta Terra: «Rinnoviamo infine il nostro appello all’Amministrazione affinché venga ristabilito un principio di equilibrio e rispetto tra le diverse esigenze del territorio, riconoscendo il valore del lavoro, dell’impresa, specie di quella gestita da giovani, e dell’occupazione».