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lunedì 20 aprile 2026, 22:54
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Venerdì 24 aprile 2026, alle ore 17.30, la Sala conferenze dell’ex Seminario di Alghero (via Sassari 179) ospiterà la presentazione del volume Chiesa, proprietà e potere ad Alghero di Stefano Campus, pubblicato da Panoramika Editrice
Stefano Campus, il libro dell’ex Seminario
ALGHERO - L’incontro sarà coordinato da Tonino Baldino e vedrà Marina Sechi Nuvole (Università di Sassari) presentare e dialogare con l’autore intorno al libro. L’evento è in collaborazione con l’Òmnium cultural de l’Alguer e l’Università delle tre età.

Dopo l’ottimo riscontro della prima presentazione pubblica, questo nuovo appuntamento nasce con l’obiettivo di riprendere i fili principali del lavoro e approfondire alcuni passaggi che, nel precedente incontro, sono stati necessariamente solo accennati: la dinamica della soppressione degli ordini religiosi, l’incameramento dei beni ecclesiastici e il modo in cui questi processi hanno contribuito a ridefinire, nel tempo, la geografia delle proprietà e gli equilibri economico-sociali della città.

Il volume ricostruisce un momento decisivo per Alghero tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento, quando il patrimonio degli enti religiosi entra in una fase di trasformazione profonda: dal passaggio allo Stato alla messa in circolazione dei beni, fino alla formazione di nuovi assetti proprietari. La ricerca si fonda su un lavoro ampio e documentato: catasti comunali, inventari, atti notarili e fonti d’archivio – tra cui il Fondo delle Corporazioni Religiose Soppresse – vengono messi in relazione per ricomporre la consistenza del patrimonio ecclesiastico, comprenderne la gestione e seguire il percorso che porta all’emergere di nuove proprietà, nuove strategie e nuovi equilibri cittadini.

La presentazione del 24 aprile offrirà quindi una lettura ancora più ravvicinata dei nodi centrali del volume: non solo “quali” beni erano in mano ecclesiastica, ma come e perché il loro trasferimento e la loro alienazione abbiano inciso sulla città, lasciando tracce che si riflettono ancora oggi nella storia materiale e nella memoria urbana di Alghero.
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