sabato 11 aprile 2026, 20:41
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Il presidente, Pierpaolo Deriu, e tutto il direttivo della storica Asd Catalana Baseball & Softball Alghero gettano la spugna per la stagione agonistica 2026. Di seguito la lettera aperta rivolta a istituzioni e città
Baseball, la Catalana getta la spugna per il 2026

ALGHERO - Il presidente, Pierpaolo Deriu, e tutto il direttivo della storica ASD Catalana Baseball & Softball Alghero gettano la spugna dopo 52 anni per la stagione agonistica 2026. Di seguito la lettera aperta rivolta a istituzioni e città.
«Con il rispetto dovuto a chi ci ha sempre seguito in lungo e in largo per i campi di tutta Italia, comunichiamo che purtroppo quest’anno la nostra società non svolgerà alcuna attività agonistica; con questo post ci rivolgiamo ai nostri amici consapevoli del peso della comunicazione, lo facciamo con tristezza, ma con lo spirito combattivo che ci ha sempre contraddistinto. Sfortunatamente, una serie di eventi verificatisi nelle ultime settimane, indipendenti dalla nostra volontà, ci hanno drammaticamente allontanato dall’idea di sport agonistico che in questi anni ci ha dato la motivazione per andare avanti. In questo tempo trascorso insieme, abbiamo sempre lavorato con passione, cercando di migliorare la società, investendo volontariamente tempo e denaro per lo sviluppo del Baseball nella nostra amata isola, impegno che in questo momento storico non possiamo più onorare».
«Scriviamo questa comunicazione, anche per ribadire con forza che la nostra è una passione che ha radici antiche, dato che in Sardegna il Baseball si gioca da più di cinquant’anni. In questo lungo tempo tutti insieme con fatica abbiamo costruito una tradizione d’eccellenza riconosciuta in tutta Italia, merito di dirigenti che, con il proprio lavoro, hanno saputo trasformare campi sghembi in diamanti degni di questo nome».
«Noi appassionati algheresi siamo testimoni di questa storia isolana, su quei vecchi e nuovi campi ci siamo guadagnati il rispetto che oggi chiediamo, non sterili riconoscimenti formali, ma atti concreti che tengano conto della nostra storia e della nostra complessa realtà: quella di una città costiera su un’isola italiana, in crisi demografica dove, con estrema fatica e con un numero di tesserati minimo, si è sempre giocato a Baseball dodici mesi all’anno da cinquantadue anni a questa parte. Questo non è un messaggio di resa, tutt’altro, lottiamo insieme per tornare più forti di prima e mantenere intatta la cultura, la storia, la dignità della Sardegna, i tanti appassionati e la realtà di un nuovo stadio ad Alghero, perché … se lo costruisci loro verranno».
Foto d'archivio
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