giovedì 2 aprile 2026, 17:11
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S.A.
Scoppia la polemica sulla serata omaggio in ricordo dell'artista. Gli organizzatori recriminano sulla cancellazione dell'evento in programma a luglio per celebrare i 40 anni del brano "Alghero". I chiarimenti della Fondazione Alghero
40° Alghero di Giuni Russo, 100mila euro non bastano

ALGHERO - «Nel maggio 2025, siamo stati contattati dal Comune per organizzare un concerto, un evento indimenticabile nell’estate 2026. Un sogno: celebrare i 40 anni di quel capolavoro che Giuni Russo ha dedicato alla vostra città, con la sua voce unica che ha reso “Alghero” un inno d’amore per il mondo. Ci siamo buttati anima e corpo nel progetto, insieme ad International Music and Arts. L’evento avrebbe dovuto tenersi il 31 luglio presso l’Anfiteatro Ivan Graziani. Abbiamo ascoltato le vostre storie, rivisitato l’anima di Giuni – una donna che ha sempre scelto la qualità artistica pura, senza compromessi sul “quanto vende”. A settembre, su richiesta della Fondazione Alghero, abbiamo rivisto il preventivo per renderlo sostenibile. Abbiamo atteso con fiducia, tra ripetute promesse e rassicurazioni sognando di portare sul palco un tributo degno della sua grandezza e della vostra terra. Ma dopo lunghissimi silenzi, la risposta è arrivata solo a marzo 2026, come una doccia gelata: le risorse che avrebbero deliberato non sarebbero bastate per realizzare il programma che avevamo cucito su misura per voi».
E' a Facebook che i promotori della serata omaggio per i 40 anni del brano "Alghero" di Giuni Russo affidano il disappunto per la mancata realizzazione dell'evento fissato per luglio 2026. Questioni di budget: da una parte la richiesta di 200mila euro per l'organizzazione della serata; dall'altra il ridimensionamento a 100mila da parte della Fondazione Alghero. «Tagli al cast o alla produzione avrebbero snaturato l’essenza di questo omaggio: un concerto a più voci, emozionante, che avrebbe unito generazioni e fatto vibrare la città come 40 anni fa. Invece, ci hanno chiesto un evento “ridotto”, e non abbiamo accettato. Alghero merita di più. Giuni lo meritava» scrivono ancora i promotori che avevano scelto nel cast gli artisti: Dulce Pontes, Irene Grandi, Rita Pavone, Pamela Villoresi, Eugenio Finardi, Chiara Galiazzo, Filippo Graziani , Mario Incudine, Tenores di Neoneli, Coro Insieme vocale Nova Euphonia.
No ci sta la Fondazione Alghero che con il suo presidente Graziano Porcu replica agli attacchi social: «La città di Alghero e la Fondazione avrebbero voluto realizzare questa iniziativa celebrativa: Il tempo intercorso è stato dedicato alla ricerca delle risorse necessarie per garantire un evento all’altezza del valore artistico e culturale di Giuni Russo. Purtroppo, le condizioni per la sua realizzazione non si sono concretizzate. Per questo motivo, riteniamo che le polemiche emerse in questi giorni, apparse strumentali, anche alla luce di condizioni organizzative particolarmente rigide - relative al format proposto, all’individuazione degli artisti e alla richiesta economica complessiva, quantificata in circa 200.000 euro - che non hanno consentito un adeguato confronto, non possano in alcun modo arrecare danno all’immagine della città di Alghero, che con atti concreti ha già dimostrato nel tempo il massimo rispetto e attaccamento nei confronti dell’artista. Al contrario, dispiace che il nome di Giuni Russo venga oggi coinvolto in una controversia che, per le modalità con cui si è sviluppata, appare distante dal suo valore artistico e umano. Un’artista che, per sensibilità e profondità, siamo certi avrebbe scelto di non essere associata a dinamiche divisive, ma piuttosto a momenti di condivisione, cultura e bellezza».
Porcu sottolinea il legame indissolubile della città con la cantante: «Il legame tra la città di Alghero e Giuni Russo è autentico, profondo e consolidato nel tempo. Non si tratta di un rapporto occasionale, ma di una relazione culturale e simbolica che l’Amministrazione comunale ha voluto riconoscere concretamente già nel 2014, con l’intitolazione del Mirador sul colle del Balaguer, uno dei luoghi più suggestivi della città». E conclude:« Il brano “Alghero” ha contribuito a veicolare il nome della città ben oltre i suoi confini, diventando parte dell’immaginario collettivo. Allo stesso tempo, è giusto ricordare come quel brano sia nato anche grazie alla forza evocativa di Alghero stessa: le sue musiche, le spiagge assolate, le sere d’estate, il tramonto caldo e suggestivo, così come le atmosfere raccontate nel testo, hanno rappresentato una fonte di ispirazione straordinaria. Un legame reciproco, dunque, tra artista, territorio e le sue genti».
In difesa della scelta dell'Amministrazione comunale e della Fondazione la posizione del presidente della Commissione Eventi Marco Colledanchise: «Dispiace leggere un post che, più che chiarire i fatti, finisce per lanciare un attacco ingeneroso alla città di Alghero e a chi oggi ha la responsabilità di amministrarla. Dispiace ancora di più perché nel racconto manca un elemento essenziale: l’onestà intellettuale nel rappresentare per intero la situazione. L’evento proposto per il 31 luglio prevedeva un costo vicino ai 200 mila euro. Ed è giusto chiarire un punto fondamentale: quelle non sarebbero state risorse della Fondazione Alghero, perché le risorse della Fondazione risultano già completamente impegnate. Sarebbero dunque state risorse comunali, cioè soldi pubblici del Comune di Alghero, risorse che appartengono a tutta la collettività e che, a differenza di quelle della Fondazione vincolate a specifiche finalità ed eventi, possono essere utilizzate per tante altre esigenze della città: strade, sociale, emergenze, servizi e interventi concreti a favore della comunità».
E conclude: «Ed è proprio qui che entra in gioco il tema della responsabilità politica e amministrativa. In un momento storico delicato, in cui tante famiglie algheresi fanno i conti ogni giorno con problemi concreti e pesantissimi, diventa doveroso domandarsi quali siano le priorità. Personalmente, credo che la politica debba avere il coraggio di scegliere. Per esempio, mi piacerebbe finalmente riuscire a mettere a bilancio 400 mila euro per garantire ogni anno 55 case alle famiglie algheresi che oggi non riescono a trovare un’abitazione in affitto: un fondo di garanzia su cui lavoro da quasi due anni e che spero davvero questo sia l’anno buono per portare a compimento. Per questa ragione è stata avanzata la richiesta di immaginare un format diverso, attorno ai 100 mila euro, cifra che peraltro avrebbe comunque comportato ulteriori costi accessori. Non si è trattato di snobismo, né di disinteresse verso Giuni Russo, ma di una scelta di responsabilità e di equilibrio nell’uso del denaro pubblico».
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