sabato 21 marzo 2026, 10:31
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Tra questi spicca, per l’espressività dell’opera, l’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano a Sassari, di proprietà dello Stato, oggi inutilizzato, che sarà oggetto di una gara di progettazione indetta nelle prossime settimane dall’Agenzia del Demanio
Piano città degli immobili di Sassari: c´è la firma

SASSARI - Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, il Sindaco del Comune di Sassari e della città Metropolitana, Giuseppe Mascia, il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, e il Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, Gavino Mariotti, hanno sottoscritto il Piano Città degli immobili pubblici, un accordo istituzionale volto a pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, promuovendo una rigenerazione urbana sostenibile, in linea con le esigenze delle amministrazioni pubbliche e dei territori e generando valore economico, sociale, ambientale e culturale.
All’evento di presentazione è intervenuta l’On. Lucia Albano, Sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze. Il Piano Città prevede la riqualificazione di importanti complessi pubblici, con l’ottica di offrire non solo occasioni di straordinarie operazioni di recupero di beni che, sebbene in disuso e in degrado, possiedono un intrinseco valore architettonico, storico e culturale, ma anche di alimentare, attraverso tali interventi, processi più ampi di rigenerazione urbana, ambientale, sociale, che potranno abbracciare le più vaste aree urbane che ne caratterizzano il contesto. Tra questi spicca, per l’espressività dell’opera, l’ex carcere ottocentesco di San Sebastiano a Sassari, di proprietà dello Stato, oggi inutilizzato, che sarà oggetto di una gara di progettazione indetta nelle prossime settimane dall’Agenzia del Demanio.
L’intervento mira a innescare un’operazione di rigenerazione di grande respiro, realizzando il nuovo Polo Giudiziario della città con un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi, e restituendo alla comunità nuovi spazi da fruire, caratterizzati da qualità architettonica, identità urbana e un mix funzionale che vedrà protagonisti funzioni museali e socio culturali integrate, nella vasta area dell’ex carcere, a quelle giudiziarie. Carico di significatività è il passaggio da spazi di detenzione dei giudicati, caratterizzati da muri di “chiusura” verso l’esterno, a spazi di produzione della giustizia, i cui confini diventano soglie di “apertura” alla città.
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