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mercoledì 18 marzo 2026, 23:37
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Elemento centrale dell’iniziativa è il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario della Nurra, reinterpretato attraverso un itinerario ad anello di circa 200 chilometri
Cammino di Santa Barbara: la presentazione
SASSARI - È stato presentato oggi, nella Sala Sciuti del Palazzo della Città Metropolitana di Sassari, il progetto per la costruzione e la gestione del Cammino Minerario di Santa Barbara del Nord-Ovest della Sardegna (territorio della Nurra), idea figlia di un protocollo di intesa che estende e rafforza l’esperienza consolidata nel Sulcis Iglesiente, proiettandola verso un nuovo ambito territoriale. Elemento centrale dell’iniziativa è il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario della Nurra, reinterpretato attraverso un itinerario ad anello di circa 200 chilometri. Un percorso che consente di attraversare luoghi simbolo della storia estrattiva del territorio, coniugando valori tecnico-scientifici, storico-culturali e paesaggistico-ambientali, e trovando un filo conduttore nelle chiese e nei luoghi di culto dedicati a Santa Barbara, patrona dei minatori. A oggi disponibili 210mila euro da utilizzare per interventi di marketing a supporto del progetto marketing.

Il “Cammino Minerario di Santa Barbara” nasce nel Sud-Ovest della Sardegna come progetto di valorizzazione delle aree minerarie dismesse, promosso dall’Associazione Pozzo Sella e sviluppato dalla Fondazione CMSB, con l’obiettivo di recuperare la memoria storica e sociale dell’attività estrattiva. È riconosciuto dalla Regione Sardegna tra i cammini dell’isola e inserito nell’Atlante dei Cammini d’Italia del Ministero della Cultura, progressivamente affermatosi come una delle principali esperienze di turismo lento a livello nazionale. Accanto alla dimensione materiale, il Cammino assume una forte valenza identitaria, recuperando e trasmettendo la memoria collettiva legata alla cultura mineraria e al contempo al culto di Santa Barbara, che per secoli ha rappresentato un elemento di coesione sociale per le comunità locali. Un patrimonio che, oltre a essere conservato, viene reso fruibile in chiave contemporanea, anche in connessione con le esperienze europee dei grandi itinerari culturali.

L’accordo vede coinvolta la Città Metropolitana di Sassari, i Comuni di Sassari, Alghero, Olmedo, Porto Torres, Putifigari e Uri, l’Associazione Pozzo Sella, la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, l’Arcidiocesi di Sassari, la Diocesi di Alghero-Bosa, l’Arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta e agli Assessorati regionali del Turismo e della Programmazione. Un partenariato ampio e strutturato, chiamato a governare un processo complesso che unisce pianificazione territoriale, valorizzazione culturale e sviluppo turistico. Il progetto si inserisce nel solco delle politiche che riconoscono nei cammini uno strumento strategico per la crescita del turismo lento e sostenibile. In questo quadro, il Cammino minerario si configura come prodotto turistico integrato, capace di mettere in rete beni materiali e immateriali, paesaggi, memoria storica e identità locali, contribuendo a rafforzare la competitività dell’offerta isolana nel segmento del turismo esperienziale.

Un passaggio, quello odierno che racconta lo stato dell’arte, e segna l’avvio concreto di un progetto strategico per il territorio della Nurra e per l’intero Nord-Ovest della Sardegna, destinato a rafforzare l’attrattività dell’area e a consolidare un modello di sviluppo fondato su identità, sostenibilità e cooperazione istituzionale. Dal punto di vista operativo, il protocollo definisce infatti un percorso graduale di attuazione, individuando le azioni necessarie per giungere all’attivazione del Cammino e alla sua progressiva strutturazione. La Regione Autonoma della Sardegna, attraverso gli Assessorati competenti, ha confermato il proprio ruolo di coordinamento e sostegno finanziario, con l’obiettivo di rendere operativo il Cammino nel prossimo triennio, anche attraverso l’impiego di risorse regionali ed europee. Un impegno che si affianca a quello degli Enti, dei Comuni e dei partner chiamati a condividere competenze, dati e strumenti nella fase propedeutica alla realizzazione del progetto.
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