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lunedì 27 giugno 2022, 13:34
23 giugno 2022 Giovanni Baldassarre Spano
Non si può continuare a tacere sulla malagestione di una Città che lustro dopo lustro, consiliatura dopo consiliatura e Sindaco dopo Sindaco, sta perdendo la speranza
Alghero sta perdendo la speranza
Dopo un periodo di pensieroso silenzio, necessita far sentire nuovamente la nostra voce in merito alla tragica situazione di Alghero. Non si può continuare a tacere sulla malagestione di una Città che lustro dopo lustro, consiliatura dopo consiliatura e Sindaco dopo Sindaco, sta perdendo la speranza. In linea con recenti tempi passati, Alghero è in preda alla incapacità di gestione dell’amministrazione pro tempore, con le dovute eccezioni. L’attuale consiliatura è con tutta evidenza in preda a sommovimenti penosi e non casuali. Transfughi di vari partiti, oppositori all’interno della maggioranza e una giunta non proprio pregevole nella sua composizione, fanno da corollario ad un Primo Cittadino cieco e sordo alle istanze di una città che vive una situazione di profondo di disagio.

Mentre si perde tempo prezioso, Alghero vede fuggire i propri giovani, scacciati da una situazione abitativa che non consente loro di mettere su casa, famiglia e trovare un’occupazione lavorativa che non sia basata su un’economia stagionale. La degenerata situazione concernente l’ordine pubblico, nonché l’intensificazione di atti intimidatori, non può essere relegata alla sola sfera giudiziaria, ma deve essere analizzata anche politicamente. Bisogna chiedersi cosa si nasconda dietro e quale sia il vero fenomeno criminale che origina questi atti. Il tutto fa pensare a tristi dinamiche ben note nei territori di mafia, legate alle intimidazioni e atti di violenza sul settore produttivo. Bene ad Alghero avviene questo mentre si continuano a tagliare nastri o atteggiarsi a statisti nelle foto. Amministrare significa conoscere la città e comprendere anche che genere di investimenti vengono fatti sul territorio, osservandone la provenienza. Questo, come detto, non può essere confinato unicamente al sistema della giustizia penale. Sul punto mi ero espresso già tempo fa, ma restai inascoltato come una Cassandra.

I tempi cambiano molto rapidamente, come hanno dimostrato sia la pandemia che la guerra nell’est europeo e Alghero non può contare su un’economia basata sul turismo o comunque in via prioritaria su questo. Tale scelta non è un’auspicabile. Mentre le nostre terre restano in gran parte incolte, il settore primario si sta dimostrando più che mai strategico, ma su questo ci vuole un intervento organico e politico. In quest’ottica Surigheddu e Mamuntanas permangono tuttavia distese inutilizzate, anche se su queste due ex aziende restano intatti gli appetiti che presuppongono altri utilizzi. Chiudo accennando anche ad una situazione più che importante. In tema di sanità restano solo gli annunci e le mirabolanti idee di ergere ospedali a chilometri di distanza dal centro abitato. Stante la piattezza politica che sta soffocando la nostra Alghero faccio appello alla parte migliore di questa città, esortandola a non mollare, a non perdere la speranza e auspicabilmente a mettere su una seria lista civica che diventi la vera garanzia di alternanza e non la riproposizione dei fallimenti degli ultimi vent’anni.

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